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Cos’è RGB, cosa significa

RGB

Se vi state chiedendo cos’è RGB? Quale è il significato di questo acronimo e magari chi lo ha inventato, questo è l’articolo che fa per voi. Di seguito cercheremo di rispondere a varie domande sul metodo di colore RGB, sul suo funzionamento e soprattutto accenneremo i principi fisici risalendo ai concetti chiave.

Se siete arrivati fin qui, probabilmente sarete dei fotografi, dei grafici pubblicitari, degli addetti stampa in tipografia, oppure semplicemente degli appassionati che coltivano la propria passione e vogliono saperne di più. Benvenuti nel nostro blog. Buona lettura!

Cosa significa RGB

RGB è un modello di colore a tre canali (tricromia), acronimo di “Red, Green, Blue”, ovvero i tre colori primari che vengono utilizzati per creare tutti i colori nella maggior parte dei dispositivi elettronici, come: monitor, televisori, smartphone, fotocamere digitali, insegne a led. La combinazione di questi tre colori dà vita a una vastissima gamma di colori che quotidianamente vediamo guardando la tv o smanettando lo smartphone.

  • R sta per red “rosso”
  • G sta per green, “verde”
  • B per blue, “blu”

Come funziona il modello RGB

Gli attributi unici di questo modello lo rendono la scelta ideale per mostrare e presentare immagini su dispositivi elettronici, tali dispositivi utilizzano una combinazione di rosso, verde e blu per mostrare i pixel di un’immagine. I pixel immaginateli come dei piccoli puntini, ogni pixel ha un colore e sono disposti equamente uno accanto all’altro così da dare vita all’immagine nella sua interezza. Di seguito un immagine di Super Mario, icona dei videogiochi, immagine rappresentativa per semplificare il concetto.

pixel, RGB,

Oltre a rosso, verde e blu, il modello RGB include anche altri colori importanti come giallo (una combinazione di rosso e verde), magenta (una combinazione di rosso e blu) e ciano (una combinazione di verde e blu). Quando tutti e tre i colori vengono combinati, creano il Bianco, mentre la loro assenza crea il Nero.

E’ importante sottolineare che la gamma di colore RGB può variare a seconda del dispositivo specifico perché i produttori utilizzano materiali diversi per costruire i propri schermi, con conseguenti potenziali differenze nel modo in cui appare la stessa immagine se visualizzata su dispositivi diversi. Inoltre, nel tempo potrebbero verificarsi cambiamenti visivi della stessa immagine nello stesso dispositivo a causa della naturale usura.

Chi ha inventato RGB?

L’invenzione di RGB non è attribuibile a una singola persona, bensì a numerosi ricercatori e scienziati che hanno avuto un ruolo nel progresso e nell’implementazione del sistema RGB nel corso degli anni. Figure importanti come James Clerk Maxwell, Thomas Young e Hermann von Helmholtz hanno condotto ricerche fondamentali sulla teoria e la percezione del colore, che hanno influenzato notevolmente lo sviluppo dell’RGB. Inoltre, aziende come Sony hanno contribuito all’adozione e alla divulgazione dell’RGB nei dispositivi elettronici come televisori e computer. L’utilizzo dell’RGB nella tecnologia e nell’imaging può essere fatto risalire agli anni ’30, precisamente nel 1936 quando fu definito per la prima volta dalla CIE (Commissione internazionale per l’illuminazione).

Perché RGB: principi fisici

Perché si è scelto il colore RGB? Per quale motivo? Nell’occhio umano, ci sono tre tipi principali di cellule fotosensibili alla luce conosciute come cellule coniche, che mostrano la massima reattività alla luce rossa (lunghezza d’onda lunga), verde (media) e blu (corta). La selezione dei colori primari è direttamente collegata alla fisiologia dell’occhio umano, poiché questi colori servono come stimoli che ottimizzano il contrasto tra le risposte dei coni retinici alle variazioni delle lunghezze d’onda della luce.

Il cervello è in grado di distinguere una vasta gamma di colori e variazioni di tonalità analizzando i segnali distinti ricevuti dai tre diversi tipi. I tre colori primari RGB, non possono però replicare accuratamente tutti i colori, solo i colori che rientrano nel triangolo cromatico, definito dalla cromaticità dei primari, possono essere riprodotti mediante sintesi additiva.

Rappresentazione RGB

Nel sistema RGB ogni colore viene rappresentato come una combinazione dell’intensità di questi tre colori primari, con valori che vanno da 0 a 255 per ciascun colore. Ad esempio, il colore nero è rappresentato come RGB (0,0,0) mentre il bianco è rappresentato come RGB (255,255,255). Grazie a questo sistema è possibile ottenere una vastissima gamma di colori diversi combinando diverse quantità di rosso, verde e blu.

RGB nella fotografia

Il modello RGB come sopra menzionato è comunemente utilizzato nei dispositivi elettronici, così anche nella fotografia digitale e rappresenta i colori attraverso la combinazione di questi toni primari. In fotografia, le immagini vengono catturate e visualizzate utilizzando il modello di colore RGB, ogni pixel dell’immagine è costituito da una combinazione di valori rosso, verde e blu, che determinano il colore esatto di quel pixel (come nell’immagine di Super Mario). L’insieme di tutti i pixel daranno vita all’intera fotografia. Il modello di colore RGB è essenziale nella fotografia digitale per catturare, elaborare e visualizzare i colori in modo accurato e realistico.

Le immagini nelle fotocamere vengono codificate utilizzando lo spazio colore RGB e con una profondità di colore standard di 8 bit per canale, risultando in 256 livelli per ciascun canale (28 = 256), compresi tra 0 e 255. Con 256 valori possibili per ciascuno dei tre canali, il numero totale di combinazioni di colori è 16.777.216 .

RGB e stampa

Si può stampare in RGB? Se vi state chiedendo se è possibile stampare in RGB, la risposta è no! Vediamo insieme il perché.. Sebbene l’RGB sia super utilizzato per i display digitali, non è assolutamente adatto alla stampa, un’immagine infatti per essere stampata richiede una gamma di colori differente (CMYK) e un metodo differente di processo. Nella stampa si utilizza un modello di colore sottrattivo piuttosto che uno additivo come RGB.

Il modello di colore sottrattivo chiamato CMYK è utilizzato principalmente nell’industria della stampa, questo modello è particolarmente efficace per la stampa a colori, poiché si basa sul principio della sottrazione dei colori dalla luce bianca per creare gli altri colori desiderati.

Conversione RGB – CMYK

Se avete deciso di stampare una fotografia e dovete convertire un immagine da RGB a CMYK, sappiate che è possibile farlo utilizzando uno dei tanti software di fotoritocco. Uno dei più popolari al mondo, leader nel fotoritocco e nella grafica digitale in genere è l’intramontabile Adobe Photoshop. Questo è dei più importanti e famosi software al mondo per la grafica, usato da grafici pubblicitari esperti e professionisti del settore comunicazione visiva.

Attenzione, prima di effettuare la conversione spazio colore da RGB in quadricromia è importante sapere che, convertire da RGB a CMYK può comportare una variazione cromatica poiché questi spazi colore sono molto diversi e possono non essere perfettamente sovrapponibili. È consigliabile sempre visualizzare e controllare attentamente i colori dopo la conversione, per evitare sorprese in stampa o visualizzazione su altri dispositivi.

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